Cefalo al forno: per una cena leggera

Il cefalo al forno è un ottimo secondo piatto di pesce, economico e molto semplice da realizzare. In questa ricetta abbiamo utilizzato dei semplici pomodori verdi in abbinamento a delle dolcissime cipolle rosse e alle classiche patate. Il tutto tagliato a fettine sottili e disposte sul fondo di una teglia a formare il letto che ospiterà poi i cefali.

La cottura del cefalo al forno è molto rapida e per questo motivo è consigliabile affettare finemente le verdure in modo che possano cuocere in contemporanea al pesce. Il cefalo, chiamato anche muggine, è un pesce a carne bianca, è caratterizzato dalla forma allungata ed è tipico del Mare Mediterraneo. È considerato un pesce povero e altamente economico. Dalla femmina del cefalo si ricava anche la più nota bottarga di muggine. È un pesce che si presta moltissimo a diverse cotture, al forno, alla griglia o persino in umido.

  • Praticate un incisione sulla pancia ed eliminate le interiora. Sciacquate i pesci e tamponateli con carta assorbente;
  • Affettate il limone e disponetene due fette all’interno di ogni pesce insieme a uno o due rametti di timo fresco;
  • Ungete con 4 cucchiai di olio il fondo di una teglia capiente e formate uno strato con le verdure preparate sovrapponendole leggermente fra loro;
  • Condite con un altro filo di olio e disponetevi i pesci preparati. Infornate a 180°C per 15/20 minuti o fino  quando l’occhio del pesce risulterà bianco

Fonte: Agrodolce.it

Tiramisù, che bontà!

Anticamente le nonne usavano preparare una colazione che oggi potremmo definire povera, ma che all’epoca era davvero ricchissima! Ancora oggi la ricetta è immutata, basta rompere in un bicchiere un uovo freschissimo e sbatterlo con dello zucchero e a piacere aggiungere caffè o latte caldo, per i più piccoli, e marsala o anice per i più grandicelli. Ed è proprio da questa portentosa crema che nasce la crema al mascarpone base del tiramisù. Il dolce italiano per eccellenza, quello più famoso e amato, ma soprattutto che ha dato vita a tantissime altre versioni! Le più apprezzate? Sicuramente il tiramisù alle fragole o quello alla Nutella, giusto per citarne qualcuno!

Sebbene le origini di questo famoso dessert non siano chiare, perché contese tra le regioni del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana, resta comunque un caposaldo della cucina italiana preparato indistintamente da Nord a Sud.

  • Quando volete realizzare il tiramisù, montate gli albumi di 4 uova a neve ben ferma utilizzando o una planetaria o delle fruste elettriche. E’ possibile utilizzare anche la frusta a mano se avete il polso ben allenato;
  • Montate, in una ciotola a parte, i tuorli di 4 uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto molto spumoso e chiaro. Nel frattempo ammorbidite il mascarpone mescolandolo un po’ con un semplice cucchiaio;
  • Unite il mascarpone ai tuorli montati mescolando possibilmente dal basso verso l’alto per evitare di smontare troppo i tuorli. Aggiungete, successivamente, gli albumi con movimenti delicati sempre dal basso verso l’alto;
  • Se preferite, potete trasferire la crema al mascarpone appena ottenuta in una sac à poche così da poterla distribuire successivamente in modo uniforme;
  • Miscelate il caffè ed il marsala, quindi intingetevi i savoiardi. Prestate attenzione a non lasciare troppo i savoiardi nella bagna, altrimenti risulteranno troppo morbidi. Allineate, quindi, i savoiardi nello stampo in modo da realizzare uno strato uniforme. Se preferite potete realizzare anche delle monoporzioni;
  • Realizzate, quindi, uno strato generoso con la crema al mascarpone. Distribuite su questo strato alcune gocce di cioccolato, se vi piace;
  • Procedete nello stesso modo con un altro strato di savoiardi e di crema. Livellate l’ultimo strato di crema per rendere il dolce più elegante e ordinato. Spolverate il tiramisù con del cacao amaro se desiderate servire subito il dolce, altrimenti riponetelo in frigorifero e decoratelo solo prima di servirlo in tavola.

Uova, sappiamo cosa compriamo?

Sono piene di colesterolo e grassi saturi, fanno male al fegato e sono difficili da digerire. Quante volte abbiamo sentito parlare delle uova in questi termini. Eppure le evidenze scientifiche sono molto diverse. Basti pensare che le proteine delle uova sono considerate tanto “perfette” da essere prese come punto di riferimento dai nutrizionisti per misurare il valore biologico delle proteine di tutti gli alimenti. E che le ricerche sul rapporto tra uova e salute hanno dati risultati interessanti, sfatando il legame tra il consumo di uova e l’innalzamento dei livelli di colesterolo nel sangue e l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

155783 Promosse anche dall’Oms
Gli esiti dei recenti studi scientifici sono così interessanti da aver spinto l’Oms a togliere le uova dalla lista degli alimenti da limitare e da indurre i dietologi a consigliarle a (quasi) tutti, e soprattutto a chi vuole perdere qualche chilo. Per chi si mette a dieta le uova sono una risorsa insostituibile: hanno poche calorie (78 per un uovo grande), stimolano il metabolismo (tutto merito della colina) e apportano tante proteine senza il corredo di sale, additivi o grassi aggiunti di altri prodotti con cui spesso le uova vengono sostituite. Oltretutto, si tratta della fonte di proteine che costa meno in assoluto e quindi le uova sono adatte a qualsiasi budget di spesa. Per non parlare di cuochi e chef che continuano a valorizzarle in tavola, al punto che sono nati persino ristoranti dove si servono solo ricette gourmet a base di uova, dalla colazione alla cena. Dunque, sembra proprio arrivato il momento di scardinare le vecchie “leggende”alimentari e di dare alle uova il ruolo che meritano in tavola.

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 Perché rivalutarle
Nascono già perfette, perché l’equilibrio tra tuorlo e albume le rende bilanciate: l’albume contiene circa l’87% di acqua e il 50% delle proteine (tra cui spicca l’albumina), mentre il tuorlo ha l’altro50% di proteine, ma meno acqua (il 50% circa), più grassicolesterolo e altri nutrienti, come la lecitina, che ne favorisce la digestione, e i carotenoidi, ad azione antiossidante. Nel tuorlo è concentrato anche il ferro, che viene assorbito meglio dal nostro organismo se assunto insieme ai polipeptidi e agli amminoacidi dell’albume. Insomma, è il mix le sue due parti a fare dell’uovo un alimento di alta qualità nutrizionale: ecco perché è meglio consumarlo intero anziché limitarsi al “bianco” e scartare il “rosso”, come fanno tanti. Mangiando un uovo grande intero si ottengono ben 6,4 grammi di proteine “nobili” e 5 grammi di grassi (soprattutto insaturi, tra cui Omega 3), ossia meno dell’8% di quelli consigliati ogni giorno. E quei 200 mg di colesterolo sono poca cosa rispetto a quello che si può assumere ogni giorni col cibo e ha l’effetto di abbassare il colesterolo totale in circolo nel sangue, perché aumenta quello “buono”, che protegge le arterie. Partendo da questi numeri, i nutrizionisti hanno “riabilitato” le uova e affermano che si possano consumare fino a 4 uova a settimana, senza timore. A patto di cucinarle nel modo giusto. Le uova vanno mangiate cotte, perché così si eliminano eventuali batteri pericolosi, come la salmonella, e perché così l’albume diventa più digeribile. La maniera più sana per cucinare un uovo è lasciarlo per 3-5 minuti in acqua bollente. In questo modo ci sono un paio di vantaggi: zero grassi aggiunti e massimo assorbimento della vitamina B7 presente nell’albume.

155791 Niente da nascondere
Le uova hanno un altro vantaggio da non sottovalutare: non contengono nessun ingrediente o additivo aggiunto e sono tra gli alimenti in commercio, con una delle etichette più complete (anche se non sempre di facile interpretazione). Il codice alfanumerico che viene anche timbrato sul guscio ci da l’identikitcompleto dell’uovo che stiamo per acquistare. Ecco una giuda per leggerle in maniera corretta senza perdersi o fare confusione. La prima cifra indica il tipo di allevamento: 0 sta per agricoltura biologica, 1 per allevamento all’aperto, 2 per allevamento a terra, 3 in batteria e 4 in gabbia. La sigla successiva è quella del Paese di produzione: ad esempio le uova italiane sono riconoscibili dalla sigla IT.

155795 Per un mese sono ok
Le uova hanno una vita di 28 giorni dalla data di deposizione ma devono essere ritirate dal commercio sette giorni prima del termine di conservazione indicato sull’imballaggio. Le diciture “extra” ed “extra fresche” possono essere usate solo se sulle confezioni sono indicati la data di deposizione e il termine di consumo entro il quale le uova possono definirsi extra ed extra fresche, cioè nove giorni dal giorno in cui la gallina ha fatto l’uovo o sette da quando è stato imballato. Dopo tale periodo le uova devono essere ritirate dagli scaffali, oppure lasciate in commercio a patto di rimuovere la dicitura “extra”. La data di scadenza è stampigliata anche sul guscio, di solito accompagnata dalla frase “da consumarsi preferibilmente entro il…”. Il posto peggiore per conservare le uova nel frigorifero sono proprio le nicchie a loro dedicate che di solito si trovano nel ripiano più alto dello sportello. Le frequenti aperture e chiusure provocano sbalzi termici e bruschi movimenti che creano microfratture nel guscio, diminuendo il tempo di conservazione delle uova. Meglio tenerle nella confezione originale in uno dei ripiani interni.

155797Quanto ne sai di calibro e categoria?
In Italia ci sono 42 milioni di galline che depongono ogni anno circa 13 miliardi di uova. Ma non sono tutte uguali: possono essere di varia grandezza, ecco perché sono classificate con lettere maiuscole come le taglie degli abiti: XL le più grandi (oltre i 72 grammi); L le grandi (63-73 g); M le medie (53-63 g); S le piccole (meno di 53 g).
Inoltre, le uova sono classificate in quattro categorie di qualità, identificate dalle prime quattro lettere dell’alfabeto. La categoria è stabilita in base alle caratteristiche del guscio, del tuorlo, dell’albume e della loro freschezza. Le uova in vendita nei negozi sono tutte di categoria “A”, mentre quelle di categoria B,C e D possono essere usate solo dall’industria alimentare. La quantità netta di uova contenute in ogni imballaggio può essere espressa sia in peso che in numero di uova.

155799Galline: come sapere come e dove vengono allevate
Su ogni guscio deve essere stampigliato un codice composto da lettere e numeri che corrispondono ad altrettante informazioni riguardo la provenienza e il sistema di allevamento delle galline ovaiole. La prima cifra indica il tipo di allevamento: 0 sta per agricoltura biologica1 per allevamento all’aperto2 per allevamento a terra3 in batteria e 4 in gabbia. La sigla successiva è quella del Paese di produzione: ad esempio le uova italiane sono riconoscibili dalla sigla IT. Poi sono segnalati il Comune dove si trova l’allevamento, con il codice assegnato dall’Istat, e la relativa provincia, espressa dalla sigla automobilistica. Queste due informazioni si trovano solo sulle uova italiane. Le ultime tre cifre identificano l’allevamento dove la gallina ha deposto l’uovo. In questo caso è l‘Asl che rilascia il codice e garantisce il controllo sull’allevamento. Tutte queste informazioni si trovano scritte per esteso sulle confezioni. In più, sono indicate tutte le aziende coinvolte nel processo di produzione e confezionamento: il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’azienda che ha imballato o fatto imballare le uova, nonché il numero identificativo del centro d’imballaggio attribuito dal ministero delle Politiche agricole e forestali.

155801 E c’è chi dice di più
I produttori di uova possono aggiungere sulle confezioni altre informazioni, che sottolineano eventuali particolari qualità del prodotto e aiutare così i consumatori nella scelta. Ad esempio il tipo di alimentazione delle galline. Se sulle confezioni c’è scritto che sono nutrite con cereali, significa che almeno il 60% degli ingredienti dei mangimi dati alle galline è composto da cereali. Se l’etichetta fa riferimento a un cereale specifico (ad esempio il mais) questo deve essere almeno il 30% del mangime. Se si parla di più cereali, allora ciascuno di essi deve costituire almeno il 5%della “ricetta” del mangime.
Date di deposizione e imballaggio, perché, tra produzione e imballaggio passano dalle 24 alle 48 ore. La prima è obbligatoria solo per le uova di categoria A extra o extra fresche, che di solito sono imballate lo stesso giorno della deposizione.

Osteria Le Arpie chiuderà da lunedì 8 a mercoledì 17 gennaio

Buon pomeriggio amici, piccola comunicazione di servizio: Osteria Le Arpie resterà chiusa a partire da domani, lunedì 8 gennaio, e fino a mercoledì 17/1, per poi tornare a vostra disposizione giovedì 18 🤓 📝 📆 🔐

Continuate a seguire i nostri aggiornamenti, a lasciarci i vostri contributi e a condividere ogni contenuto vi possa interessare: torneremo presto, più belli e più buoni di prima! 😇 🥘 🍝 🍖 🐟 🐙 🍷 🧡

“Miglior osteria a Bari 2017”

Buongiorno amici! Siamo orgogliosi di festeggiare assieme a voi un altro straordinario traguardo raggiunto quest’anno: il certificato di onorificenza che vede ancora una volta Osteria Le Arpie​ primeggiare come “Miglior osteria a Bari”!

Un risultato reso possibile grazie all’impegno ed alla dedizione giornaliera del nostro mitico staff, ma che senza il vostro apporto, la vostra fedeltà ed il vostro seguito, non avremmo mai conseguito. Un grazie ovviamente va anche al lavoro straordinario del team di Communication Solutions, che da anni cura l’immagine del nostro brand, ed a Rigenera Posateria, sponsor legato a questo prestigioso riconoscimento per il 2017.

Mi raccomando, continuate a sceglierci, a scriverci, a seguirci e ad impreziosire il nostro lavoro con un tag, una foto, una registrazione o una recensione: siete meravigliosi!

Noi vi aspettiamo a Bari Vecchia in Vico Arco del Carmine 2 e come sempre anche online su http://www.osterialearpie.com.

Domenica al Museo, ingresso gratuito nei musei, castelli e parchi archeologici di Bari e provincia 3 dicembre 2017

Oltre 450 tra musei, siti archeologici e monumenti in tutta Italia accoglieranno liberamente cittadini e turisti per una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio culturale nazionale.

Museo nazionale archeologico di Altamura
via Santeramo, 88 – Altamura
Orario: Lunedì-Venerdì 8.30-19.30, Sabato-Domenica 8.30-13.30; Prenotazione: Nessuna

Castello svevo di Bari
piazza Federico II di Svevia, 4 – Bari
Orario: Mercoledì-Lunedi 8.30-19.30 Chiusura settimanale: Martedì; Orario biglietteria: Mercoledì-Lunedi 8.30-19.00; Prenotazione: Nessuna

Museo e Pinacoteca d’Arte Medievale e Moderna della Città Metropolitana di Bari “Corrado Giaquinto”
Via Spalato 19 – Bari
Orario: dal martedì al sabato 09,00 – 19.00 (ultimo ingresso consentito ore 18:30) domenica 09.00 – 13.00 (ultimo ingresso consentito ore 12:30) lunedì e festività infrasettimanali chiuso; Prenotazione: Nessuna

Palazzo Simi
Strada Lamberti, 1 – Bari
Orario: tutti i giorni 9,30 – 18,30; Prenotazione: Nessuna

Galleria nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna”
via Giandonato Rogadeo, 14 – Bitonto
Orario: Giovedì-Martedì 9.00-20.00 Chiusura settimanale: Mercoledì; Orario biglietteria: Giovedì-Martedì 9.00-19.30; Prenotazione: Nessuna

Museo nazionale archeologico di Gioia del Colle
piazza dei Martiri del 1799, 1 – Gioia del Colle
Orario: Lunedì-Sabato 8.30-19.30 Festivi 8.30-13.30; Orario biglietteria: Lunedì-Sabato 8.30-19.15; Domenica 8.30-13.15; Prenotazione: Nessuna

Parco archeologico di Monte Sannace
Strada Provinciale 61 – Gioia del Colle – Turi Km 4, 5 – Gioia del Colle
Orario: 8.30 – tramonto (su prenotazione) Chiusura settimanale: nessuna; Prenotazione: Nessuna
Museo nazionale Jatta
piazza G. Bovio, 35 – Ruvo di Puglia
Orario: Lunedì-Domenica 8.30-13.30 Giovedì 8.30-19.30; Orario biglietteria: Lunedì-Martedì-Mercoledì-Venerdì 8.30-13.30 Giovedì e Sabato 8.30-19.30; Prenotazione: Nessuna

La zuppa di zucca e lenticchie per la cena autunnale

La zuppa di zucca e lenticchie, la cui ricetta si presta alla grande ad una corroborante cena autunnale, ci regala una pietanza sana ma ricca e adatta a tutte quelle sere in cui si rientra in casa stanchi dopo una lunga giornata passata fuori casa. La zuppa di zucca e lenticchie rosse può rappresentare la soluzione ideale per un pasto in famiglia. I bambini la adoreranno: cospargetela per loro con del grana grattugiato e non faranno i capricci. Una variante? Ricordate come lenticchie zucca e patate, insieme, regalino il loro meglio: perché non provarle tutte nella zuppa?

Ingredienti 

  1. 200 gr di lenticchie secche;
  2. 300 gr di zucca;
  3. 1 carota;
  4. 1 gambo di sedano;
  5. 1 cipolla;
  6. brodo vegetale qb;
  7. sale e pepe;
  8. olio extravergine di oliva.

Procedimento 

  • Sciacquate le lenticchie con acqua fredda, quindi fatele lessare in acqua bollente salata per circa un’ora. Trascorso questo tempo scolatele e tenetele da parte.
  • Tritate il sedano la cipolla e la carota: versate in una pentola capiente dell’olio ed una volta caldo unite anche le verdure. Fatele rosolate bene.
  • Sbucciate la zucca, tagliatela a cubetti ed uniteli nella pentola. Fatela cuocere per circa 10 minuti mescolando di tanto in tanto.
  • Adesso unite le lenticchie, coprite con il brodo caldo e fate cuocere ancora per 10 minuti.
  • Servite la zuppa calda con dell’olio e dei crostini di pane.

“Il Viaggio”, lezioni di storia al Teatro Petruzzelli

È il viaggio il tema della seconda edizione delle Lezioni di Storia che anche quest’anno, forti del successo di pubblico del ciclo sulla Storia nell’Arte, tornano al Teatro Petruzzelli. Sei storici – introdotti da Annamaria Minunno – la domenica mattina alle ore 11 ripercorreranno grandi viaggi che hanno segnato il corso della storia collettiva e personale o hanno prodotto uno scambio culturale tra popolazioni diverse e ampliato lo spazio del mondo conosciuto. Protagonista della prima lezione domenica 8 ottobre sarà Ulisse, l’eroe omerico simbolo dell’avventura e della scoperta: Eva Cantarella analizzerà il viaggio descritto nell’Odissea, non dal punto di vista geografico ma come passaggio fondamentale per l’acquisizione del libero arbitrio.

POSTO NUMERATO (PLATEA, I E II ORDINE)                      POSTO UNICO (A PARTIRE DAL III ORDINE)

INTERO € 12 / RIDOTTO € 10.                                             INTERO € 7 / RIDOTTO € 5

ABBONAMENTO: INTERO € 60 / RIDOTTO € 50                 ABBONAMENTO: INTERO € 30, RIDOTTO € 25

RIDOTTO: UNDER 26 E OVER 65

I biglietti sono acquistabili al Botteghino del Teatro Petruzzelli – Corso Cavour n. 6 – dal lunedì al sabato dalle ore 11:00 alle ore 19:00.

Prevendita:

Solo abbonamenti da venerdì 15 settembre.

Prevendita generale dal 25 settembre.

81° Fiera del Levante: tutte le limitazioni al traffico

A seguito di una comunicazione della ripartizione Infrastrutture, Viabilità e Opere Pubbliche, sono state rettificate le limitazioni temporanee al traffico previste per consentire la fluidità e la sicurezza della circolazione stradale in occasione della 81° edizione della Fiera del Levante, in programma a Bari da sabato 9 settembre fino a domenica 17 settembre.

Sono stati perciò istituiti, dalle ore 00.01 del 9 settembre alle ore 24.00 del 17 settembre 2017, i divieti permanenti di fermata sulle seguenti strade:

· lungomare Starita, tratto compreso tra viale Vittorio Emanuele Orlando e via Adriatico, lato terra;

· piazzale Triggiani, per tutti i mezzi ad eccezione di quelli autorizzati nelle aree loro riservate: in adiacenza agli ingressi al quartiere fieristico – lato sinistro aree adibite alla sosta dei taxi e stalli riservati ai disabili – lato destro (fronte biglietteria) aree adibite ai mezzi di soccorso, forze di pubblica sicurezza, veicoli elettrici in ricarica; stalli riservati ai bus urbani in adiacenza all’isola spartitraffico centrale ivi presente (con esclusione dei mezzi di trasporto pubblico extraurbani).

Sabato 9 settembre 2017 – giornata inaugurale:

1) dalle ore 00.01 alle ore 15.30 e, comunque, sino al termine delle esigenze, è istituito il divieto di Fermata – zona rimozione, ambo i lati, sulle seguenti strade e piazze:

a) via Verdi, tratto compreso tra via Accettura e via U. Giordano compreso la piazzetta

b) via U. Giordano

c) via Pinto

d) via Mercadante

2) Dalle ore 7.00 alle ore 15.30 e comunque, sino al termine delle esigenze, è istituito il divieto di transito sulle seguenti strade e piazze:

a) via Verdi, tratto compreso tra via Accettura e via U. Giordano compreso la piazzetta

b) via U. Giordano

c) via Pinto

d) via Mercadante

Per la durata della Fiera, dalle ore 00.01 del 9 settembre alle ore 24.00 del 17 settembre 2017, sono adottati inoltre i seguenti provvedimenti:

1. Divieto di fermata sulle carreggiate delle seguenti strade:

a) via Mercadante, ambo i lati

b) zona antistante la Caserma dei VV.F. posta di fronte allo Stadio della Vittoria

c) via Verdi, tratto compreso tra via di Maratona fino a via Giordano, lato fronte fiera

d) viale di Maratona, di fronte all’accesso al parcheggio situato tra via Napoli e via Mascagni, mediante piantane mobili che saranno gestite dalla Polizia Municipale per lo spazio e i tempi necessari.

2. Divieto di fermata sulle seguenti aree prospicienti gli ingressi della Fiera:

a) Cancello Orientale – largo Triggiani

b) Cancello Agricoltura – viale V. E. Orlando

c) Cancello Edilizia – largo A. De Palo

d) Cancello Verdi – via G. Verdi

e) Cancello S. Francesco – via Giordano

f) Cancello Monumentale – piazzale Vittorio Emanuele III, con esclusione dei mezzi di trasporto pubblico extraurbani

g) Cancello Lepanto – tra viale Adriatico e piazzale Vittorio Emanuele III

h) Cancello Zona 202 – viale Adriatico

3. Sosta riservata ai mezzi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano sul piazzale Vittorio Emanuele III, lato mare e sul piazzale Triggiani.

4. Sul piazzale Triggiani e sul piazzale Vittorio Emanuele III, in adiacenza agli ingressi al quartiere fieristico, sono state riservate le seguenti aree: sosta dei mezzi di soccorso pubblico, sosta per disabili, sosta taxi.

5. Area riservata alla sosta per cicli e motocicli sul marciapiede del viale Orlando, lato Fiera, eccetto le aree prospicienti i varchi comprensorio della Fiera, nel tratto compreso tra il lungomare Vittorio Veneto e l’area antistante la caserma dei VV.F.

6. Percorso obbligatorio per i mezzi pesanti:

a) in ingresso al “Porto Commerciale”: S.S.16, via Napoli, via Caracciolo, “varco Portuale Caracciolo”

b) in uscita dal “Porto Commerciale”: “varco Portuale Caracciolo”, via Caracciolo, via Napoli, S.S.16.

7. Divieto di fermata a tutti i veicoli eccetto Bus e mezzi di servizio, all’interno del capolinea dell’AMTAB posto all’intersezione tra la via di Maratona e la via Verdi.

Pesce spada con pomodorini, il sapore dell’estate!

Il pesce spada con pomodorini è un secondo piatto di pesce semplice da realizzare. Il pesce spada è uno dei pesci azzurri più pregiati di cui possiamo vantare le nostrane origini mediterranee. Non a caso il pesce spada è utilizzatissimo in numerose ricette della cucina del Sud Italia – soprattutto in Calabria e in Sicilia – dove viene preparato in modo semplice e veloce: in padella, in forno, fritto, alla piastra. I tranci di pesce spada sono davvero versatili e possono essere preparati in moltissimi modi diversi grazie alla particolare consistenza della carne, tenera e allo stesso tempo compatta. Il pesce spada può essere anche consumato sotto forma di carpaccio o utilizzato come condimento per gustosi primi piatti. Gli abbinamenti che meglio si prestano ad esaltare il sapore deciso di questo tipo di pesce sono le olive, i capperi, i funghi e i pomodori. Per preparare questa ricetta vi serviranno pochissimi ingredienti: dei tranci di pesce spada freschi e di ottima qualità, dei pomodorini pachino e prezzemolo e origano per conferire profumo al piatto. Il segreto è far cuocere ciascun trancio al massimo per due minuti per lato in modo che non si indurisca e conservi tutta la sua tenerezza. Per una piacevole nota di freschezza completate con della scorza grattugiata di limone.

PREPARAZIONE PESCE SPADA CON POMODORINI

  1. Sciacquate e tagliate i pomodorini privandoli dell’acqua di vegetazione e dei semini. Sbucciate l’aglio e tagliatelo a fettine. Tritate il prezzemolo e mescolatelo all’origano.
  2. In una padella aggiungete tre cucchiai di olio extravergine d’oliva e fate cuocere il pesce spada per due minuti per lato. Regolate di sale e unite un pizzico di peperoncino.
  3. Unite il condimento a base di pomodorini e lasciate insaporire il tutto per circa 10 minuti.
  4. Impiattate mettendo sul piatto un trancio di pesce spada, sormontate con i pomodorini e ultimate con della scorza di limone grattugiata.
Servite subito.

VARIANTE PESCE SPADA CON POMODORINI

Per rendere il vostro pesce spada ancora più saporito aggiungete al condimento delle olive nere e dei capperi.